I GIOVEDÌ DELLA CULTURA EBRAICA

 

La Libreria Di Pellegrini  presenta

I GIOVEDÌ DELLA CULTURA EBRAICA

a cura di Stefano Patuzzi,

ebraista e musicologo

Socio Ordinario dell’Associazione Italiana

per lo Studio del Giudaismo

Conferenze aperte al pubblico di divulgazione e approfondimento circa alcuni aspetti peculiari della cultura ebraica.



17 – 24 – 31 maggio 2012 alle ore 21

Libreria Di Pellegrini Via Marangoni 16

La Qabbalàh , Internet e il Talmùd, Einstein, Freud, Schoenberg e la trasmissione del sapere.

17 maggio - La Qabbalàh: la mistica ebraica e i modi di

conoscenza

Nel corso degli ultimi vent’anni si è assistito a un rinnovato interesse, su scala planetaria, nei confronti della mistica ebraica, la qabbalah, talvolta tramite visioni distorte o banalizzanti.

L’intento dell’incontro è chiarire – in un’ottica divulgativa, ma storicamente ineccepibile – alcuni concetti-chiave di questa disciplina. In ultima analisi la qabbalah è un modo, raffinato e profondo, di riflessione a più livelli sul testo biblico; e, visto che uno dei centri cabbalistici in assoluto più rilevanti, nella storia, fu oltretutto proprio Mantova, conoscere meglio alcuni punti-cardine della qabbalah significa conoscere meglio una parte straordinariamente importante, poco nota e affascinante, della storia mantovana.


24 maggio – Internet e il Talmud: ipertesti nel tempo


Il Talmùd costituisce il frutto più inimitabile della creatività ebraica: non esiste un testo simile (quanto a struttura e contenuti) in nessuna altra tradizione. Nella sua forma più autorevole (quella “babilonese”) è costituito da 36 trattati sugli àmbiti più vari. Gli aspetti di natura più schiettamente religiosa si intrecciano infatti inestricabilmente e continuamente con una visione del mondo e della società che è giuridica ed etica al tempo stesso.

Oltre a ciò, la struttura stessa di una pagina del Talmùd, in cui i testi di commento contornano (anche da un punto di vista visivo e spaziale) il testo più antico e originario, ha fatto intravedere dei paralleli interessanti con la strutturazione ormai classica degli ipertesti che si trovano in Internet.

Storicamente non azzardata, come tesi, dato che la parola ebraica per trattato (massékhet) significa anche ‘ordito’ (inteso nell’accezione tecnica dell’ambito tessile), usualmente tradotto in lingua inglese, non casualmente, con “web”.

Le ripercussioni sul mondo contemporaneo sono incalcolabili. Un esempio per tutti: il modo “analogico” di accostarsi di Freud a certi meccanismi della psiche (ad esempio nell’interpretazione dei sogni) è intriso di

logiche che, nel Talmùd, sono onnipresenti.


31 maggio - Einstein, Freud e gli altri, ovvero i modi di

conoscenza ebraici e certo Novecento

Il modo interattivo, intrinsecamente dinamico di conoscenza proprio della tradizione ebraica – il quale affonda le rispettive radici nella metodologia di studio talmudico – ha costituito la base a partire dalla quale studiosi particolarmente innovativi hanno potuto rifondare alcuni dei paradigmi delle proprie discipline: Sigmund Freud e Albert Einstein sono fra le figure-chiave più note, ma ad esempio il meno noto Arnold Schoenberg ha svolto un ruolo del tutto simile per la musica ‘classica’ del Novecento.

L’intento dell’incontro è individuare alcune di queste caratteristiche dei modi di conoscenza e di trasmissione del sapere, propri della tradizione ebraica, e coglierne alcuni riflessi nella storia della cultura del Novecento.




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